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Calciomercato, Galliani: “Mi aspetto una Serie A con 22 club”

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MILAN, ITALY - APRIL 23: Adriano Galliani looks on before the Serie A match between AC Milan and Empoli FC at Stadio Giuseppe Meazza on April 23, 2017 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Calciomercato, Galliani: “Mi aspetto una Serie A con 22 club”

Ultime Serie A | Adriano Galliani, ex amministratore delegato del Milan ed ex Presidente di Lega, ha parlato nel corso di un’intervista concessa a Radio Uno. Queste le parole dell’attuale ad del Monza:

 “Congelamento dei campionati qualora non si dovesse riprendere? Sono parte in causa con il Monza, noi siamo primi in classifica. Per questo capisco e per quanto riguarda la Serie A manderei in Champions League le prime quattro della classifica dando spazio alle posizioni attuali. Una scelta che comunque obbligherà a dare una graduatoria con un primo in campionato, un secondo e così via perché questo vale in ambito internazionale e ci sono effetti economici.

Detto questo però non si può pensare alla retrocessione degli ultimi. Se devo dire la mia opinione mi aspetterei una Serie A con 22, una C a 21/22 o quello che sarà e poi la C vedremo perché ci saranno altri problemi come evitare i fallimenti.

Tornare in campo? Non spetta a me dirlo ma al virus, perché solo lui ci potrà dire se nelle prossime settimane potremo iniziare la fase 2. Bisognerà capire quale sia la soluzione che recherà i danni a tutto il sistema, non serve sapere quando si tornerà a giocare. Serve un advisor che faccia una revisione delle soluzioni sul tavolo per capire quale darà i danni minori. Spero che vengano salvaguardati gli introiti di tutti i club.
Pensando che resteremo nella fase 1 o 2 vedo impossibile riaprire le porte agli stadi per una gara. Io sono per chiudere lo stagione, ma deve esserci nessun rischio. Se ci fossimo fermati prima forse avremmo che il problema dilagasse ed invece ora siamo qui.
Calciomercato? Prevedo un mercato di scambi senza movimento di denaro. Un po’ quello che succede da anni in NBA. Le società non possono spostare tanti soldi e quindi dovranno adeguarsi e impegnarsi in questo modo”.