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Serie A, campionato solo in settimana: “E’ una follia”

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UEFA director of competitions Giorgio Marchetti gestures as he speaks at the start of the draw for the quarter finals round of the UEFA Champions League football tournament at the UEFA headquarters in Nyon on March 16, 2018. / AFP PHOTO / Fabrice COFFRINI (Photo credit should read FABRICE COFFRINI/AFP/Getty Images)

Serie A infrasettimanale: Cairo non ci sta

La Serie A solo durante la settimana. E’ questa la nuova proposta dell’ECA. I maggiori club vorrebbero spostare i campionati nei turni infrasettimanali e promuovere la nuova Champions nei fine settimana.

Urbano Cairo, presente a Madrid al vertice ECA, non ci sta e attacca nel corso di un’intervista concessa a Gazzetta:

UEFA director of competitions Giorgio Marchetti gestures as he speaks at the start of the draw for the quarter finals round of the UEFA Champions League football tournament at the UEFA headquarters in Nyon on March 16, 2018. / AFP PHOTO / Fabrice COFFRINI (Photo credit should read FABRICE COFFRINI/AFP/Getty Images)

 

«Andranno a sentire l’Uefa. Non si può discutere di proposte che non ancora si conoscono. Sì, Agnelli è intervenuto, si è portato come guardaspalle Van der Sar, ma il suo è stato un intervento tremolante. Non ha detto niente. “Rispettiamo tutti”, sì, ma a parole… Dice una cosa e ne fa esattamente un’altra. È molto grave. Se passa l’idea del campionato al mercoledì, cosa faranno durante il fine settimana i tifosi delle squadre non qualificate nelle coppe? Il mercoledì la gente lavora. Mi pare sia intervenuto anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giorgetti. Qui rischiano i campionati. La Liga ha fatto uno studio: perderebbe oltre il 45 per cento dei ricavi. Cose di una iniquità incredibile. Angelli dovrebbe smentire queste voci. Dovrebbe dire che non si gioca nel weekend, che nel futuro non conterà il ranking storico, e confermare invece che le prime quattro del campionato si qualificano sempre per la Champions League».

Cairo poi attacca il sistema che vuole rivoluzionare il mondo del calcio.

«C’ è un serio problema  politico e di democrazia. Tutti i club con cui ho parlato dicono di non sentirsi rappresentati dall’Eca, anche se sono tra i 109 che ne fanno parte. E il processo decisionale Uefa va rivisto. Dobbiamo cambiare la governance, come ha detto Olsson».