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UFFICIALE – George Weah nuovo presidente della Liberia

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Liberia's National Elections Commission (NEC) Chairman Jerome Korkoya gives a press conference on December 28, 2017, in Monrovia, two days after the second round of the presidential election. Partial results showed on December 28 former football star George Weah won Liberia's presidential run-off against the Vice President, in the first democratic transfer of power in decades following two devastating civil wars. / AFP PHOTO / SEYLLOU (Photo credit should read SEYLLOU/AFP/Getty Images)

E’ stato anche calciatore del Milan nella sua lunga carriera. Ma adesso, George Weah è diventato niente poco di meno che Presidente della Liberia.

Una notizia sensazionale: un ex calciatore che diventa presidente della sua Nazione. A sceglierlo è stato il popolo che gli ha dato il voto. La notizia, riportata da Sky Sport, ha fatto in pochi minuti il giro del web. Weah ha ottenuto il 61,5% dei consensi, battendo il rivale Joseph Boakai, vicepresidente uscente, che ha avuto il 38,5%. L’ex calciatore sarà ufficialmente il successore di Ellen Johnson Sirleaf, la prima donna presidente africana.

Prima di lui, Sirleaf

La prima presidente donna africana ha battuto Weah proprio nel 2005. Sirleaf ha vinto addirittura un Nobel per la pace. Sotto il suo mandato è stato ottenuto il ritiro della missione di pace dell’Onu dalla Liberia. Inoltre, ottenne l’annullamento di tutte le sanzioni che l’Onu aveva imposto al Paese per il conflitto. Insomma, il calciatore sta per ritirare un’eredità importante.

Il commento di Albertini, ex compagno

Il suo ex compagno del Milan degli anni d’oro non aveva dubbi: “Aveva doti da leader anche in campo. La sua personalità era già molto delineata. Per me fare politica significa donarsi, e lui in questo senso era molto predisposto. Si è sempre impegnato per il suo popolo, per i suoi “fratelli”, come li chiama”.

Poi, parla di quel Milan: “Era un gruppo di uomini, prima che di campioni. Si parlava di tutto, c’era attenzione ai fatti del mondo. Noi discutevamo delle faccende italiane, George ci raccontava di quanto accadeva nella sua Africa, del bisogno di risollevare un continente tormentato da guerre e povertà. In quello spogliatoio ha trovato un ambiente favorevole. Weah si era già candidato alla presidenza. La prima volta lo fece soprattutto con il cuore, ma negli anni ha studiato per diventare presidente. Perché anche la politica si studia”