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PSG, Verratti: “Icardi fortissimo, mi aspettavo Conte così”

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Paris Saint-Germain's Italian midfielder Marco Verratti (L) vies with Rennes' French midfielder Eduardo Camavinga during the French L1 football match between Rennes (SRFC) and Paris Saint-Germain (PSG) on August 18, 2019, at the Rosharon Park stadium in Rennes, northwestern France. (Photo by JEAN-FRANCOIS MONIER / AFP) (Photo credit should read JEAN-FRANCOIS MONIER/AFP/Getty Images)

PSG, Verratti: “Icardi fortissimo, mi aspettavo Conte così”

Marco Verratti, centrocampista del PSG, ha parlato nel corso di un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport:

 “Sono arrivato 18enne, il momento più bello della vita. Vivere a Parigi, arrivando da un paesello, mi ha aperto a nuove culture. Il legame è forte perché qui sono diventato papà due volte. E poi quando giochi ai vertici, sfidando i più forti, allenandoti con chi ha fatto o farà la storia del calcio, cresci pure come calciatore”.  

Icardi? “Uno che ha fatto più di cento gol in A, da leader dell’Inter alla sua età anche nei momenti difficili, è di sicuro un grande aiuto, e s’è integrato subito bene”.

Scudetto? “Me l’aspettavo. Conosco Conte. È esigente, tira fuori tutto dai suoi. È il vero valore aggiunto dell’Inter che finalmente gli ha comprato Lukaku. Era una sua fissa, me ne ha sempre parlato tanto. Sarà una bella sfida con la Juve. E che bello il Genoa di Motta: i risultati arriveranno se continua così”. 

Nazionale?  “Capitano? Che emozione all’inno! E che strano stare accanto all’arbitro. Giocare con la Nazionale è unico, perché lo fai per gli italiani, la famiglia, gli amici. E un po’ per te stesso, perché realizzi un sogno d’infanzia.

Mancini ha capito che dopo aver toccato il fondo bisognava costruire qualcosa di nuovo. Ha ridato entusiasmo, fiducia ai giocatori, sfruttandone le qualità. Prima non succedeva. Ha creato un’identità forte con idee semplici. È il c.t. giusto. Europeo? Non bisogna esaltarsi per quanto fatto finora”.

Razzismo? “Mi vergogno quando qui mi chiedono dei fatti di razzismo da noi. Gli idioti purtroppo esistono ovunque. Non ne capisco il senso, siamo nel 2020! La Francia è un Paese multiculturale e una grande nazione. Mettiamo in carcere i razzisti degli stadi, ci sono le tecnologie per individuarli e punirli”.