Home Calcio Italiano Insulti Frank Kessie, l’agente: “Comunicato vergognoso, nessuna complicità con i razzisti”

Insulti Frank Kessie, l’agente: “Comunicato vergognoso, nessuna complicità con i razzisti”

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AC Milan's midfielder from Ivory Coast Franck Kessie (L) fights for the ball with Juventus' midfielder from France Blaise Matuidi during the Italian Tim Cup (Coppa Italia) final Juventus vs AC Milan at the Olympic stadium on May 9, 2018 in Rome. (Photo by Tiziana FABI / AFP) (Photo credit should read TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

Insulti Frank Kessie, l’agente: “Calciatori non vengono in Italia per via del razzismo”

Ultime Milan, l’agente di Kessie non ci sta. George Atangana, procuratore del calciatore del Milan Frank Kessie, ha parlato nel corso di un’intervista concessa a repubblica.it:

“Come ha reagito Franck? I calciatori africani hanno le spalle larghe, ormai non ci fanno caso più di tanto. Ciò non significa che questi episodi non li feriscano. E che la deriva vada assolutamente fermata. Anche le parole sono importanti”.

Il procuratore ha preso le parti del suo assistito, attaccando duramente anche l’Hellas Verona, colpevole di non aver condannato gli ululati che si sono distinti al Bentegodi di Verona.

“L’ho trovato inaccettabile, vergognoso. Smentisce i fatti e conferma la tendenza a considerare normale ciò che non lo è affatto. Non vedo alcuna vera volontà, in Italia, di affrontare e risolvere il problema, come invece accade in altri Paesi europei”.

Come risolvere la situazione? Per l’agente non è un bene lasciare il terreno di gioco:

“Non credo che sia giusto investirli della soluzione di un problema per il quale ci sono organismi di controllo ad hoc. Non mi pare che sia così difficile individuare i razzisti e punirli. In altri Paesi, lo ripeto, succede. Bisogna innanzitutto che gli organismi preposti non chiudano gli occhi e non si tappino le orecchie. Poi, se gli insulti vanno avanti, si sospendano le partite. Ma ho la sensazione che non ci sia la volontà di intervenire sul serio. Così ci sono giovani calciatori, vittime di razzismo, che preferiscono lasciare l’Italia. Sono le persone meno famose, come sempre, a subire le conseguenze più gravi di questo fenomeno.

 

Questo è un danno per il calcio, proprio nel periodo in cui qualche campione straniero è di nuovo attirato dal calcio italiano. Non credo che Cristiano Ronaldo sia contento se vede Matuidi insultato. Io conosco personalmente ragazzi francesi che non vogliono venire in Italia per via del razzismo. Ci si lava la coscienza con le multe da 5 o 10 mila euro ai club: inutili. Servono interventi decisi. Altrimenti, se nessuno fa niente, a ogni episodio di razzismo ne seguirà uno ancora più grave. Fare finta di niente è complicità coi razzisti. Ne va della credibilità stessa delle istituzioni”.