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Inter: c’è Pochettino per la panchina, Spalletti trema

MILAN, ITALY - SEPTEMBER 15: FC Internazionale coach Luciano Spalletti looks on before the serie A match between FC Internazionale and Parma Calcio at Stadio Giuseppe Meazza on September 15, 2018 in Milan, Italy. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

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Mercato Inter: Pochettino in panchina? E’ un’idea. Come riportato da Tuttosport i nerazzurri pensano già al dopo-Spalletti.

Il primo della lista è e resta Antonio Conte. È lui il preferito di Beppe Marotta.

Tuttavia l’ex ct è corteggiatissimo ma, al momento, resta in  attesa di capire meglio le offerte sul tavolo.

La roma pressa ma Conte sa che a Milano torverebbe in Marotta un formidabile alleato e molto probabilmente un valido braccio destro in Lele Oriali, candidato forte nella dirigenza nerazzurra.

Tuttavia Conte non è l’unico nome, c’è anche Josè Mourinho, per esempio. Tra i tecnici nel mirino, però, un’altra candidatura forte è quella di Mauricio Pochettino che già nel maggio del 2017 aveva incontrato Ausilio prima che la scelta cadesse proprio su Spalletti. L’argentino ha portato il Tottenham tra le prime 4 in Europa. L’allenatore, in passato vicino al Rea, fa impazzire Ivan Gazidis, e per questo rappresenta il profilo ottimale anche per il Milan.

Inter: cosa fa Spalletti?

Intanto a Milano risolvere il rebus sul futuro di Luciano Spalletti è (quasi) più complicato che trovare un sostituto valido.

Sabato, dopo il pareggio con la Juve, l’allenatore è tornato sul futuro e, alla domanda se oggi fosse più forte la sua posizione rispetto a qualche settimana fa, ha risposto riservando la solita punzecchiatura verso chi governa l’area tecnica: «Il mio futuro? Non è un problema, decide la società. Io rimarrei cent’anni all’Inter perché è un bel club. Avete visto che emozioni dà questo pubblico? L’Inter è bene che scelga il meglio per il proprio bene. Se poi questo vuol dire annullare il mio lavoro, non conta niente. L’Inter deve avere personaggi che sappiano decidere e, soprattutto, bisogna difendere l’Inter».

Un’uscita infelice come quella di Parma sul futuro di Icardi («I direttori, visto che hanno accettato di discutere di questo contratto, adesso vanno e lo definiscono: non si devono lasciare più le cose a metà») quando trasformò in uno tsunami una trattativa che Marotta e Ausilio volevano meno mediatica possibile. Anche per questi aspetti, Spalletti potrebbe essere messo da parte.