Home Calcio Estero Giornalista molestata mentre svolge il proprio lavoro: “Basta, non è divertente”

Giornalista molestata mentre svolge il proprio lavoro: “Basta, non è divertente”

Una giornalista va in giro, in Russia, per fare qualche domanda ai tifosi. Microfono e telecamera, e si va. Purtroppo, però, in giro ci sono tanti uomini. E tanti di questi uomini non fanno funzionare il cervello prima di agire. Altri, invece, sono ubriachi. Insomma, per le donne è molto difficile fare questo lavoro. E non è affatto normale.

L’episodio

La giornalista ha scritto un post su Instagram molto lungo. Accompagnato dal video che riporta fedelmente tutto l’accaduto. L’uomo in questione le si avvicina e cerca di abbracciarla, poi di baciarla. La ragazza riesce a scansarsi all’ultimo secondo. Poi lui si allontana. La faccenda si chiude lì, per fortuna.

“Non sono la primo e, purtroppo, non sarò l’ultima a provare questo tipo di imbarazzo. Non succede solo adesso perché si gioca la Coppa del Mondo, succede sempre. Mi è successo 3 volte solo in questo periodo. Uno era brasiliano, quello del video serbo e l’altro russo. So solo che riuscita ad evitarli in tutte le situazioni. Ciò che alcune persone hanno bisogno di capire è che questo non è divertente, non è uno scherzo e non è uno scherzo dovuto al momento di gioia per le partite. È una mancanza di rispetto: io ho studiato, mi sono preparata, sono arrivata qui in Russia e non devo essere disonorata durante il mio lavoro. Questo non è divertente. E trovare questo normale significare condividere l’idea maschilista secondo cui le donne saranno sempre in balia di questo tipo di atteggiamento. Gridare il nome della squadra, fare festa durante il nostro lavoro è parte dell’evento, è normale, naturale e accettabile. E va bene! Ma c’è una grande differenza con quello che invece è capitato a me. Di sicuro non è questo che mi fermerà e mi farà rinunciare a questo lavoro. Ma… dobbiamo parlare di molestie”. Queste le parole della giornalista scritte sul proprio profilo Instagram.

Eu não fui a primeira e, infelizmente, não serei a última a passar por esse tipo de constrangimento. Não é que aqui na Copa do Mundo isso esteja acontecendo, acontece sempre. Aconteceu comigo 3 vezes nesta Copa, mas já aconteceu com colegas de profissão no Brasil. Um foi brasileiro, esse do vídeo sérvio e o outro russo. Só sei que consegui desviar em todas as situações. O que algumas pessoas precisam entender que isso não é engraçadinho, não é piada e não é uma brincadeira no momento de êxtase do jogo. É um desrespeito, eu estudei, me preparei, cheguei aqui na Rússia e não é pra ficar sendo desrepeitada durante o meu trabalho. Isso não tem graça. E achar isso normal é corroborar com uma ideia machista que mulheres estarão sempre à mercê desse tipo de atitude. Gritar o nome do time, fazer festa durante o nosso trabalho faz parte do evento, é normal, natural e aceitável, o futebol tem esse momento de alegria e êxtase. E que bom! Mas há uma distância bem grande entre você fazer uma festa e ser assediada. Não é isso que vai me parar de correr atrás dos meus sonhos, mas precisamos falar sobre assédio.

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