Arrivano dall’Arabia notizie freschissime per il Milan. Dopo la brutta figura rimediata a Verona, il pandoro indigesto e quant’altro, la tifoseria ha ben pensato che la posizione più in bilico rispetto a tutto il resto fosse quella di Gattuso.
Gattuso in bilico? Altroché…
E invece, stando alle indiscrezioni riportate dai principali quotidiani, pare che ci sarebbero nuovi investitori pronti a scommettere sulla bontà del progetto rossonero, oggi in mano ai cinesi ma con più dubbi e punti di domanda che certezze. L’investimento è stato enorme: si parla di circa 740 milioni più 220 impegnati sul mercato. A quanto pare, Yonghong Li potrebbe pensare di aprire le porte a nuovi invesititori per ricevere aiuto. Arabi, stavolta, non cinesi.
Certo, sarebbe un aiuto importante a livello societario, soprattutto se si vuole far quadrare il bilancio. Tuttavia, il tutto potrebbe anche rivelarsi ‘dannoso’ per la dirigenza che potrebbe ‘saltare’ da un momento all’altro. La figura più a rischio è sicuramente quella dell’amministratore delegato Marco Fassone. Il gruppo arabo è pronto infatti, a metterci svariati milioni di dollari, ma vorrebbe un rinnovo dirigenziale
Fassone sul banco degli imputati

Adesso è facile accusare Fassone. E’ anche più facile che accusare Gattuso. Ma, purtroppo, bisogna comunque che qualcuno si prenda le responsabilità di quanto sta accadendo.
Il ruolo di Fassone dopotutto è tra i più delicati. Le colpe, dalle scelte di mercato ai problemi economici del Milan, sono tutte sulle spalle del dirigente che ci ha sempre messo la faccia ma che probabilmente verrebbe utilizzato come capro espiatorio.