Borriello si racconta: “Ho un tatuaggio nelle parti intime”

Marco Borriello non trova più il gol. Strano per un bomber come lui che ha fatto sognare migliaia di italiani. Adesso, ha deciso che la sua carriera, appunto, da bomber, continuerà lontano dal campo. Continuerà quindi a curare il suo corpo e portare avanti la sua fama da “sex symbol”. Un noto brand di moda, infatti, ha scelto proprio lui come testimonial e in occasione di questa nuova scelta professionale, Borriello ha deciso di raccontarsi a ‘Vanity Fair’.

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Un post condiviso da Marco Borriello (@marcoborriello) in data:

“Sex symbol?”

“Direi una bugia se dicessi di no – disse quello che in un’altra vita era modesto – ho 35 anni, bazzico questo ambiente da un po’, so come funzionano le cose. Mi rende felice e mi fa piacere sapere che la gente ancora mi apprezzi. Ma, in fin dei conti, mi reputo una persona sostanzialmente molto semplice. Mi piace piacere alla gente, ma non lo faccio forzatamente o deliberatamente. Quello che voglio dire è che, di mio, mi tengo in forma, mi curo, mangio bene, mi alleno, faccio in modo di avere una bella pelle perché in primo luogo fa stare bene me. Non lo faccio per piacere altrui. Se, poi, capita… ne sono anche fiero, ma non me ne vanto”.

Un segreto molto intimo

Nessuno ne era a conoscenza, o magari soltanto quelle che hanno intrattenuto rapporti che sono andati oltre la chiacchierata al bar: “Un segreto che non ho mai raccontato a nessuno? Al di là di essere superdotato non ne ho (ride). Scherzi a parte, ho un tatuaggio nelle parti intime che nessuno conosce”.

 

Quella ammirazione per Marchisio e Beckham

Quello che è certo è che Borriello non si sente bello, come altri celebri colleghi. A tal proposito, l’attaccante cita un’icona glamour come David Beckham, e il suo ex compagno in bianconero Marchisio: “Ma io non sono bello. Sa quanti calciatori più belli di me ci sono? Il calciatore continua ad esercitare un discreto fascino. Anche frequentare la tv aiuta. E poi, diciamocelo, sono napoletano: quello fa la differenza in quanto ad appeal! Ho avuto la fortuna di giocare al Milan con una delle icone mondiali di stile, ovvero David Beckham. Credo che sia ancora oggi un punto di riferimento. Quando giocava in Italia spesso ci facevamo anche dei regali di moda, e abbiamo anche fatto shopping assieme, a volte. In Italia apprezzo molto il modo di vestire di Claudio Marchisio. L’elenco di colleghi che non vestono benissimo è lungo, invece. Ma è tutta una questione di gusto personale”.

 

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