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Caso Ronaldo: arriva la chiamata, le ultime

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Juventus' Portuguese forward Cristiano Ronaldo (R) leaves the pitch after being substituted by Juventus' Argentine forward Paulo Dybala (L) during the Italian Serie A football match Juventus vs AC Milan on November 10, 2019 at the Juventus Allianz stadium in Turin. (Photo by Marco Bertorello / AFP) (Photo by MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

Caso Ronaldo: arriva la chiamata, le ultime

Caso Ronaldo: arriva la chiamata di Nedved che ha fatto da paciere.

Cristiano Ronaldo ha messo la parola fine pubblicamente l’altro giorno, subito dopo aver staccato il biglietto per Euro 2020 con il Portogallo.

Tuttavia come riportato da Tuttosport, il tormentone della sostituzione in Juve-Milan era stato archiviato già nei giorni precedenti e verrà chiuso definitivamente a cena nelle prossime ore.

Tutti merito di una telefonata tra palloni d’Oro. Mentre il fuoriclasse juventino era in ritiro con i campioni d’Europa ha ricevuto una chiamata dal vicepresidente bianconero Pavel Nedved. Una chiamata molto apprezzata da Cristiano Ronaldo, che ha un bellissimo rapporto con l’ex campione ceco.

C’è stata una chiacchierata molto cordiale tra due persone che, pur avendo ruoli diversi, hanno la stessa visione del calcio e su come vivere la professione di calciatore. Nedved da giocatore era maniaco e fanatico come l’ex Real.

Tra i due c’è un gran feeling e ottimo è anche il rapporto tra il fenomeno portoghese, il presidente Andrea Agnelli e il responsabile dell’area sport Fabio Paratici.

Dopo la telefonata Ronaldo ha confessato: «Nelle ultime tre settimane – ha spiegato Ronaldo dopo la vittoria con gol di domenica sul Lussemburgo – non ero al meglio. Ma non era il caso di creare nessuna polemica perché sapete bene che non mi piace essere sostituito. A nessuno piace, ma ho capito il cambio perché la verità è che non stavo bene. E, del resto, anche in queste ultime due gare che ho disputato con la nazionale non ero di certo al 100 per cento. Detto questo, anche da infortunato, ho cercato di aiutare la Juventus e il Portogallo. Perché quando si tratta di sacrificarsi per la squadra sono il primo a farlo, in quanto so bene cosa ci sia in palio».

I compagni, che lo vedono arrivare alla Continassa sempre in anticipo, lo sanno benissimo e proprio per questo non avevano dato troppa importanza alla fuga rabbiosa dopo la partita.