Home Calcio Italiano Platini: “Sono stato assolto, ecco chi non mi voleva”

Platini: “Sono stato assolto, ecco chi non mi voleva”

9
UEFA chief Michel Platini arrives for a UEFA press conference after the draw for the UEFA Europa League football group stage 2015/16 on August 28, 2015 in Monaco. AFP PHOTO / VALERY HACHE (Photo credit should read VALERY HACHE/AFP/Getty Images)

Platini: “Sono stato assolto, ecco chi non mi voleva”

Michel Platini, ex presidente della UEFA, ha parlato nel corso di un’intervista concessa a SkySport dopo essere stato assolto dalle recenti accuse di corruzione in ambito FIFA:

“Sono stato assolto dalla giustizia e ho deciso di andare in contropiede e di attaccare. Contropiede trapattoniano. Devo aspettare il progetto che mi permetterà di tornare nel calcio nel migliore dei modi

Le false accuse della FIFA mi hanno fatto molto male. Non mi volevano presidente ma non posso permettere che chiunque dica ciò che vuole.

Dal 2007 al 2015 alla guida della UEFA ho fatto tutto quello che reputavo giusto per il bene del calcio. La politica del calcio è complicata perché c’è chi usa la giustizia ordinaria per andare contro ai propri rivali

Guardo i giocatori più che i risultati. La tecnica, la tattica questo mi piace. Ci sono tanti giocatori che fanno cose bellissime. Uno in particolare? Difficile perché se ne lascio qualcuno fuori poi si arrabbiano. Messi e Ronaldo negli ultimi dieci anni ci hanno fatto vedere qualcosa di meraviglioso. Il prossimo decennio di chi sarà? Penso di Mbappe”.

L’ex numero uno della UEFA ha parlato anche del tema del razzismo all’interno dello Sport e soprattutto all’interno del calcio italiano:

“Non è possibile nel 2020 insultare per il colore della pelle o per l’orientamento sessuale – ha commentato Michel Platini -, in passato i cori erano spiritosi”. Non so se sia giusto fermare le partite, ma bisogna combattere. Bisogna spiegare agli ultras che il messaggio che fanno passare è sbagliato – ha continuato l’ex presidente della Uefa -, è un fenomeno che va combattuto”. Non fermando le gare, ma nemmeno chiudendo le curve secondo l’ex dirigente francese: “E’ rischioso chiudere le curve perché è come con i bambini: più vieti loro lo zucchero, più vanno a cercarlo. In passato però c’erano cori spiritosi, oggi c’è razzismo e omofobia”.