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Nainggolan sull’Inter: “Mi hanno parlato in faccia, apprezzo Conte”

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AS Roma's Belgian midfielder Radja Nainggolan looks on during the Italian Serie A football match Cagliari vs AS Roma on May 6, 2018 at the Sardegna Arena in Cagliari. (Photo by MARCO BERTORELLO / AFP) (Photo credit should read MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images)

Nainggolan sull’Inter: “Mi hanno parlato in faccia, apprezzo Conte”

Raja Nainggolan, centrocampista del Cagliari, ha parlato nel corso di un’intervista concessa al Corriere dello Sport:

Che Cagliari hai ritrovato? “Vecchi amici come Daniele Conti, Cossu, Agostini. Sono sempre rimasto in contatto con loro. La società è cresciuta tanto da allora. Si capisce che Giulini vuole un Cagliari ambizioso e visibile a livello internazionale.

Siamo superiori al Brescia, paghiamo il rodaggio. Io gioco dove posso aiutare i miei compagni. Maran mi ha detto: “Radja, ho questa idea per te”. Ne Ho preso atto. Quando mi vorrà trequartista, giocherò più avanti. “Questo tornare indietro, alle origini. Magari dopo il Cagliari, ci sarà il Piacenza. Seguo l’istinto. Non ho la testa del calciatore. Ho tanto carattere, ma cerco di vivere come una persona normale. E poi, nella vita succedono cose che non possiamo controllare”. 

L’Inter che non ti vuole più.

“Sono stati chiari con me. Apprezzo sempre la gente che ti parla in faccia. Mi hanno convocato all’inizio: tu non rientri nei nostri piani”.

Ti ha parlato Marotta?

“Marotta non mi ha mai parlato. È stato Oriali. Poi mi ha parlato Conte. Mi ha detto che mi ha sempre stimato, ma che questa era una scelta per motivi extracalcistici. Mi dispiace, mi sarebbe piaciuto essere allenato da lui, sa motivare e mettere in campo la squadra”.

E tu? “Un po’ di colpe magari le ho”. Dimmi delle tue colpe.

“La mia visione della vita non è quella del calciatore tipico. Dopo la partita, uno va a casa e rimane sveglio fi no alle cinque per l’adrenalina. Io, magari, cerco di smaltirla in un altro modo”.

Parli di colpe, ma l’hai sempre difeso il tuo stile di vita.

“Non lo cambio certo perché me lo chiedono. Poi, prendo atto che a qualcuno non sta bene e me ne assumo le conseguenze”.

Quanti anni di vita hai tolto al tuo procuratore Alessandro Beltrami?

“Con lui è un legame forte, siamo più famiglia che lavoro. Stiamo insieme dal 2005. Io so che posso sempre contare su di lui e lui su di me. Mi ha raccolto per strada, mi ha preso per le orecchie e portato dove sono adesso”.

Magari avrebbe preferito portarti altrove.

“Lui sapeva di Sampdoria e Fiorentina, ma io, quando decido, non sento nessuno, nemmeno lui. Amo le sfi de, questa di Cagliari è una grande sfi da”.