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“Mi drogavo solo in estate per evitare l’antidoping”

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20 Oct 1999: Jardel of Porto celebrates scoring during the Champions League match against Real Madrid played at the Estadio Das Antas in Oporto, Portugal. Picture: Nuno Correia. Mandatory Credit: AllsportUK /Allsport

“Mi drogavo solo in estate per evitare l’antidoping”

Rivelazione shock da parte di Jardel. Ricordate Mario Jardel?

L’attaccante brasiliano, idolo ai tempi del Porto, è passa alla storia per le sue stagioni in Portogallo dal 1996 al 2000.

Con la maglia dei Dragoes ha vinto la bellezza di quattro campionati nazionali.

Nella sua carriera Jardel ha giocato ovunque: Brasile, Turchia, Inghilterra, Italia (con l’Ancona 2003-04), Argentina, Spagna, Cipro, Australia, Bulgaria e infine Arabia Saudita.

Una buona carriera che avrebbe potuto portare altri successi. Questo non è accaduto perchè, come confermato al canale YouTube Pilhado, è stata la droga a frenarne la carriera:

“Sono entrato nel mondo della droga per curiosità quando giocavo nei club in Europa. Ho incontrato alcune persone e me l’hanno offerta. Ho iniziato a consumarla regolarmente quando ero in vacanza perché durante le competizioni ci sarebbero stati i controlli antidoping”. 

Jardel pensa che i protagonisti del mondo del calcio possano finire nel tunnel della droga senza nemmeno accorgersene:

Hai un sacco di soldi e ci sono molte trappole, amicizie, tentazioni e curiosità intorno”.

Il brasiliano tra i migliori al mondi sul finire degli anni ’90 e l’inizio del Duemila ma è stato inghiottito dal mondo oscuro dal quale è uscito solo grazie alla moglie:

“Oggi me ne sono liberato e mia moglie è stata essenziale per riuscire a farlo. La ringrazio perché è stata sempre al mio fianco. Quando andavo alle feste veniva spesso anche lei perché in quegli ambienti è più probabile che tu finisca per drogarti, specialmente dopo aver bevuto. Ora voglio dare ai miei figli una buona immagine e fare lavori sociali affinché i giovani non commettano gli errori che ho commesso in passato”.

 Nella seconda vita di Jardel c’è molto autocritica, ma anche la consapevolezza che lasciarsi gli errori alle spalle è possibile. Un po’ come successo con tanti altri idoli del passato.