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Juventus, Bernardeschi attacca la Lega: “E’ una follia…”

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VILLAR PEROSA, ITALY - AUGUST 12: Cristiano Ronaldo (R) of Juventus celebrates with his team-mate Federico Bernardeschi (L) after scoring the opening goal during the Pre-Season Friendly match between Juventus and Juventus U19 on August 12, 2018 in Villar Perosa, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Juventus, Bernardeschi attacca la Lega: “E’ una follia…”

Federico Bernardeschi, attaccane della Juventus, ha parlato oggi nel corso di un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport. Il numero 10 della Nazionale ha parlato apertamente anche di temi scottanti difendendo la sua nipotina di colore e scongiurando  una pericolosa deriva all’interno del nostro paese:

«E’ pazzia nel 2019 anche solo parlarne: l’aria è cambiata, stiamo vivendo un momento brutto, quasi folle, e non si può accettare. Siamo tutti umani, ospiti su questo pianeta. Giudichiamo prima noi stessi, poi gli altri e mai per il colore della pelle. Chi è più famoso deve dare l’esempio e chi sta sopra di noi stia più attento perché ciò che dice può far uscire l’ignoranza e la cattiveria della gente…».

VILLAR PEROSA, ITALY – AUGUST 12: Cristiano Ronaldo (R) of Juventus celebrates with his team-mate Federico Bernardeschi (L) after scoring the opening goal during the Pre-Season Friendly match between Juventus and Juventus U19 on August 12, 2018 in Villar Perosa, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Si riferisce a qualche politico in particolare?

«Nessuno. Chi vuole intendere, intenda».

Bernardeschi ha poi toccato anche temi di campo riguardanti la Nazionale e la sua Juventus partendo da Ronaldo

«Cristiano ha dato qualcosa in più a chiunque sia entrato in contatto con lui: un campione in uno spogliatoio porta anche la sua storia e ciò che ha vinto. Anche solo vedendolo allenarsi, impari cose da inserire nel tuo bagaglio. Preferisco giocare contro di lui in partitella perché insieme è più facile: da avversario, invece, sfidi te stesso. Ronaldo può fare ombra o trasformarsi in stimolo: io ho seguito la seconda via, cercando di afferrare in silenzio tutto ciò che vedevo. Sono contento del bel rapporto che abbiamo».

Lei è cambiato pure in campo: prima più giocate di fino, ora calciatore totale. Qualcosa è andato perduto nella mutazione?

«No, anzi: sono molto felice perché mi sono completato, anche se ho segnato meno. Un giocatore moderno deve coltivare tutte le sue caratteristiche per diventare migliore. E saper fare più ruoli non è un limite, dà più possibilità al mister e alla squadra. Però devo essere più lucido davanti alla porta: alla Fiorentina giocavo solo in avanti, qui non posso più farlo e spendo più energie».