Home La Vera Ignoranza Sorrentino: “Lafferty mi rubava lo spazzolino e non vi dico dove…”

Sorrentino: “Lafferty mi rubava lo spazzolino e non vi dico dove…”

131
Chievo's Italian goalkeeper Stefano Sorrentino reacts during the Italian Serie A football match between AC Chievo and AS Roma at the Bentegodi stadium in Verona on December 10, 2017. / AFP PHOTO / MIGUEL MEDINA (Photo credit should read MIGUEL MEDINA/AFP/Getty Images)

Sorrentino: “Lafferty mi rubava lo spazzolino e non vi dico dove…”

Stefano Sorrentino, portiere del Chievo, ha svelato alcuni retroscena nel corso di un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport:

“Primo giorno del calcio vero? 9 febbraio 1998. Sembrava il vincicampione, quel concorso delle merendine che ti faceva passare un giorno col tuo giocatore preferito? Ecco, fu come averlo vinto. La mattina appuntamento a colazione alle 8.30, alle 8 ero già ad aspettare. Salgo sul pullman e sto in piedi, mai avrei voluto occupare il posto di un big. Poi Peruzzi, che conoscevo perché lo allenava mio padre, fa: “Che fai? Vieni qua”. Uguale a tavola: arrivo primo, poi aspetto col piatto in mano un cenno di Angelo. Alla fine giocò lui infortunato, ero il primo cambio. Ma da qualche parte ho una foto di quella panchina: siamo io, Davids, Inzaghi, Zidane…».

L’attaccante che l’ha fatta più penare?

«Rosicavo un sacco con Miccoli, non gli ho mai parato un rigore. Ora invece c’è El Shaarawy che mi fa sempre gol. Gliel’ho detto qualche settimana fa, ci siamo fatti una risata».

Lo scherzo peggiore ricevuto?

«Io mi lavo i denti sotto la doccia, e con Lafferty a Palermo compravo uno spazzolino al giorno. Appena lo mollavo lo prendeva e o se li lavava lui, o ci palleggiava, o se lo passava addosso…».

Uno stadio che le ha messo timore?

«Una delle mie prime partite in Spagna è stata al Camp Nou. Un’ora prima entro in campo ed è enorme, altissimo, gente fino al cielo. E mi impongo di non andare mai con la testa oltre altezza uomo, mi ci sono concentrato. A fine partita sento i miei, e mio fratello mi chiede di che materiale era lo stemma del Barça che si calpesta quando si entra. “Che stemma?”, gli chiedo. Guardavo talmente dritto che non mi ero accorto ci fosse».